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ComparisonCMS strategyRisorsaAggiornato 13 maggio 2026

WordPress vs Wix vs Squarespace: quale piattaforma consigliare al cliente.

Wix e Squarespace funzionano. Il problema non è il giorno del lancio: è quello in cui il cliente vuole aggiungere qualcosa che la piattaforma non prevede.

1. La differenza non è nell'interfaccia

Wix e Squarespace hanno editor visivi buoni, per certi versi più fluidi di quelli WordPress per un utente non tecnico. La differenza sostanziale è un'altra: con Wix e Squarespace, il sito vive su infrastruttura di terzi, su regole di terzi, con un catalogo di funzionalità che la piattaforma aggiorna quando vuole. Con WordPress self-hosted, il sito è del cliente: si sposta, si modifica a livello di codice, si integra con qualsiasi sistema.

Non è una questione di orgoglio tecnico. È la struttura del problema. Finché le esigenze del cliente rientrano nel catalogo della piattaforma, tutto funziona. Non appena escono, si apre uno scenario che l'agenzia deve gestire.

2. Le integrazioni con sistemi esterni

HubSpot, Salesforce, sistemi di prenotazione custom, webhook verso CRM interni: su WordPress si integra quasi tutto tramite plugin ufficiali o codice su misura. Su Wix e Squarespace dipende da cosa la piattaforma decide di supportare nel proprio marketplace.

Wix ha un app market in crescita, ma le integrazioni disponibili non sono equivalenti a un plugin WordPress sviluppato su misura. Squarespace è più chiusa ancora. Per un'agenzia che consegna un sito e poi deve aggiungere integrazioni su richiesta del cliente, questo limite diventa un problema concreto prima di quanto sembri.

3. Il momento in cui il cliente torna

Lo scenario ricorrente: sito consegnato su Wix perché il cliente voleva qualcosa di semplice e il budget era contenuto. Sei o dodici mesi dopo, il cliente vuole aggiungere una sezione con filtri avanzati, un portale riservato, un feed da un'API esterna. Su WordPress si costruisce. Su Wix o Squarespace si verifica se la funzionalità è nel catalogo.

Se non c'è, si spiegano i limiti della piattaforma. Oppure si propone una migrazione, che ha un costo non preventivato. Quel costo ricade sul rapporto agenzia-cliente, non sulla piattaforma che lo ha creato.

4. Uscire da Wix o Squarespace

Migrazione da WordPress verso un'altra piattaforma: si esportano i dati, si trasferisce il database, si rimonta il tema. Laborioso, ma fattibile con un processo chiaro. Migrazione da Wix o Squarespace: l'export dei contenuti è parziale, i template non si portano, la struttura visiva va ricostruita da zero.

Non è impossibile, ma si perde quasi tutto il lavoro strutturale già fatto. Per un'agenzia che ha investito ore nella costruzione, questo vuol dire che ogni progetto su queste piattaforme porta con sé un rischio di migrazione futura che non è mai incluso nel preventivo iniziale.

5. I costi su tre anni, non su un mese

Wix e Squarespace sembrano economici all'inizio: piani da 15 a 30 euro al mese per le versioni business. WordPress self-hosted richiede hosting (da 5 a 40 euro al mese a seconda del traffico) più eventuali plugin premium. A prima vista Wix e Squarespace pareggiano o vincono.

Il confronto cambia su un orizzonte di tre anni. Un piano Squarespace Business a 23 euro al mese fa circa 830 euro solo di canone, senza contare che il sito non è tuo. Su WordPress nello stesso periodo si spende meno di hosting, si mantiene il pieno controllo dei dati e si può spostare tutto su un altro provider in qualsiasi momento.

6. Quando Wix o Squarespace hanno senso

Non ogni progetto richiede WordPress. Un sito vetrina per uno studio professionale con tre pagine e zero integrazioni? Squarespace funziona e lo gestisce chiunque senza supporto tecnico. Un microsito per un evento a vita limitata? Wix è più rapido da costruire per chi non ha esperienza tecnica e non ha bisogno di assistenza.

Il problema non è la piattaforma in sé: è usarla su progetti che nascono piccoli ma hanno proiezioni di crescita. Il risparmio iniziale si paga con i limiti che appaiono quando il cliente vuole fare di più.

Verdetto

Per agenzie che lavorano con clienti business strutturati, WordPress è quasi sempre la scelta giusta. Non perché Wix o Squarespace siano strumenti cattivi, ma perché la libertà tecnica e la portabilità di WordPress eliminano un'intera categoria di problemi futuri.

Wix e Squarespace restano una risposta sensata per clienti con esigenze semplici, budget contenuti e nessuna previsione di crescita tecnica. Se anche uno solo di questi tre elementi non vale, conviene costruire su WordPress dall'inizio.

Prossimo passo

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Posso aiutare a valutare la scelta tecnica in base ai requisiti reali del cliente e costruire una soluzione WordPress solida, gestibile nel tempo.

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