Gli utenti non "cercano" più link, fanno domande. E si aspettano risposte dirette, generate dall'AI. Se il tuo sito non è formattato per fornire queste risposte, sei invisibile. Benvenuti nell'era della AISO (Artificial Intelligence Search Optimization).
1. Dati Strutturati: Il linguaggio dei Bot
Se c'è una cosa che i Large Language Model (LLM) amano, è la struttura. I dati strutturati (Schema.org JSON-LD) non sono più opzionali.
In WordPress, plugin come SEOPress PRO o RankMath ti permettono di definire con precisione entità come `Article`, `FAQPage`, `HowTo`, e `Organization`. Più contesto fornisci tramite JSON-LD, più è probabile che un'AI capisca il tuo contenuto e lo citi come fonte.
2. Answer Engine Optimization (AEO)
Struttura i tuoi contenuti per rispondere direttamente alle domande.
- Usa le domande come H2: Invece di "Vantaggi di WordPress", usa "Quali sono i vantaggi di WordPress?".
- Risposta diretta nel primo paragrafo: Fornisci una definizione concisa subito dopo il titolo (il "Featured Snippet" dell'era AI).
- Liste e Tabelle: Gli LLM digeriscono molto bene le informazioni tabellari per i confronti.
3. Autorevolezza e Citazioni (E-E-A-T)
Le AI sono addestrate per evitare le "allucinazioni" privilegiando fonti autorevoli. Il concetto di E-E-A-T (Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità) di Google è centrale anche qui.
Assicurati che ogni articolo abbia una biografia dell'autore chiara, link ai profili social (LinkedIn) e riferimenti a fonti esterne affidabili. Un sito anonimo ha poche chance di essere citato da Perplexity.
4. Performance Tecnica (RAG Optimization)
Quando un'AI naviga il web in tempo reale (come ChatGPT con Browsing), ha bisogno di accedere ai contenuti velocemente. Un sito lento o pieno di JavaScript che blocca il rendering (Client-Side Rendering eccessivo) potrebbe essere ignorato o "letto" parzialmente.
Mantieni l'HTML pulito, usa il Server-Side Rendering (o caching statico su WordPress) e minimizza il "Noise" nel DOM.
Conclusione
L'obiettivo non è più solo posizionarsi primi su Google, ma essere **la risposta** che l'assistente virtuale legge all'utente. Questo richiede un cambiamento di mentalità: scrivi per gli umani, ma formatta per le macchine.