Astro è fantastico. Lo dico da sviluppatore. L'architettura "Islands" e lo zero-JS di default sono un sogno. Ma i sogni degli sviluppatori spesso sono incubi per i clienti.
1. Il "pezzo mancante": il backend
Astro è un framework frontend. Non ha un database, non ha un'area admin, non ha una gestione utenti. WordPress è un sistema completo.
Per dare a un cliente un sito Astro gestibile, devi accoppiarlo a un Headless CMS (come Sanity, Strapi o lo stesso WordPress Headless). Questo significa:
- Due sistemi da mantenere invece di uno.
- Gestione complessa delle API.
- Configurazioni di build e deploy (CI/CD) che possono rompersi.
2. L'illusione della velocità in più
Sì, un sito Astro statico sarà leggermente più veloce di un sito WordPress ben ottimizzato (magari 99/100 contro 95/100 su PageSpeed). Ma chiediti: Quel 4% di performance in più vale il 100% di complessità in più nella gestione editoriale?
Per un blog personale di un dev? Assolutamente sì. Per il sito di un'azienda che deve pubblicare news ogni giorno? Probabilmente no.
3. Autonomia e costi
Come per altri framework moderni, i siti "Custom" in Astro hanno costi di sviluppo più alti e richiedono developer specializzati per la manutenzione. WordPress democratizza la gestione del sito. Il cliente può aggiungere pagine, cambiare menu e installare pixel di tracciamento senza chiamare l'agenzia.
Se blocchi il cliente in un sistema che non capisce (file Markdown o CMS headless complessi), stai creando una dipendenza tossica, non una partnership.
Verdetto
Se il progetto è una landing page statica che cambierà una volta l'anno, Astro è perfetto (e hosting gratis!). Ma se il cliente vuole un sito vivo, con un backend robusto, SEO facile e autonomia totale, WordPress rimane la scelta logica, economica e strategica.